Piccolo grande Jhonny

Jhonny ha otto anni. Ma il suo corpo ne dimostra quattro. Al massimo cinque, forse. Ci siamo chiesti perché il suo tempo sia diverso dal nostro. Chissà. Forse un problema con l'ormone della crescita, dice chi se ne intende. Ma non lo sappiamo con certezza. Jhonny ha due grandi occhi neri. Occhi da adulto, che quando entra il mattino alla finca ti fissano con serietà, specchio di pensieri profondi solo suoi. Non è facile entrare nel suo mondo e lui non sempre entra volentieri nel nostro. In mezzo a risa e rumori, si ritira silenzioso. Seduto in disparte poggia il braccio sulla sedia e poi vi posa la testa, perso in riflessioni solo sue. Ci sono, però, momenti in cui la distanza si fa vicina, attività - soprattutto manuali - che attirano la sua attenzione. Allora si siede accanto agli altri e il suo sguardo da adulto si fa concentrato, mentre taglia, dipinge, intreccia. Sotto lo sguardo premuroso degli altri bambini - che per lui hanno una cura particolare - dà prova di inattese abilità, di una perizia fuori dal comune. E quanta tenerezza suscita l'orgoglio con cui mostra la sua opera finita. 


A Jhonny la colazione in comune sembra interessare poco, ma aspetta con impazienza il momento del pranzo e quello della merenda. Ringrazia compunto davanti alla ciotola e al bicchiere, mangia con attenzione ed evidente piacere. Poi scende dallo sgabello (uno più alto degli altri, scelto apposta per lui) e inizia a girellare attorno agli amici che giocano, sempre immerso nei suoi pensieri. Parla poco Jhonny, di solito solo per rispondere a qualche domanda diretta. Spesso per dire che no, lui preferisce non partecipare. Però, a volte, basta un incoraggiamento in più e si lascia andare, sorprendendo tutti con un guizzo di entusiasmo. Come quando guarda, un po' in disparte, la lotta per accaparrarsi le poche altalene e risponde sì a chi gli chiede se anche lui vorrebbe farci un giro. Allora la gazzarra si quieta improvvisamente e tutti si fanno da parte, guardandolo sorridendo mentre sorride a sua volta nell'ebbrezza di quel piccolo volo.

Sì, a volte Jhonny sa sorprenderti. Come quando, mentre stai facendo tutt'altro, senti improvvisamente qualcuno che ti abbraccia le gambe da dietro. Allora abbassi lo sguardo e incontri i suoi occhi, colmi di una saggezza antica. È il suo modo di dirti grazie. E, per un attimo, il tuo cuore salta un battito.





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